Agevolazioni Febbraio 2022

Feb 1, 2022 | News | 0 commenti

PNRR e settore turistico: le misure in partenza dal 2022

Il Ministero del Turismo ha recentemente pubblicato i primi decreti interministeriali nel rispetto delle varie missioni previste dal PNRR.

In questa sede analizzeremo le prime informazioni inerenti i bonus previsti per le imprese del settore turistico per gli interventi di ammodernamento e di investimento.

Di base si tratta di erogazioni di finanziamenti a copertura parziale delle spese, che possono essere soggetti a garanzia. In ogni caso, le imprese richiedenti dovranno poter contare su finanziamenti propri complementari.

Chi può partecipare alle misure per il turismo?

 Gli incentivi riguardano le:

  • imprese alberghiere,
  • strutture che svolgono attività agrituristica,
  • strutture ricettive all’aria aperta,
  • imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale,
  • gli stabilimenti balneari,
  • i complessi termali,
  • i porti turistici,
  • i parchi tematici,
  • i parchi acquatici e faunistici.

E’ importante segnalare che i soggetti beneficiari devono poter contare su una valutazione positiva del merito creditizio.

Quali interventi posso finanziare?

 Le risorse stanziate – che risultano essere di 40 milioni per il 2022 – andranno a finanziare gli interventi di:

  • riqualificazione energetica,
  • riqualificazione antisismica,
  • eliminazione delle barriere architettoniche,
  • interventi edilizi,
  • realizzazione di piscine termali,
  • acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento dell’attività termale,
  • interventi per la digitalizzazione,
  • acquisto o rinnovo di arredi.

Le spese devono essere sostenute successivamente alla domanda di incentivo.

Le spese di progetto non possono essere inferiori ai 500 mila euro o superiori a 10 milioni di euro.

Circa i tempi di attuazione di progetto, i lavori dovranno essere avviati entro sei mesi dalla stipula del Contratto di finanziamento. Per il termine dei lavori, il decreto parla di 30 mesi dalla stipula del contratto.

Quali sono le spese ammissibili?

Con un recente avviso del 04/02/2022, il Ministero del Turismo ha reso note le spese ammissibili.

Possono quindi fruire delle agevolazioni:

  • gli interventi di incremento dell’efficienza energetica;
  • gli interventi diriqualificazione antisismica (in cui rientrano le opere destinate a migliorare il comportamento antisismico dell’edificio, le spese per l’acquisto dei beni destinati a strutture esistenti per il miglioramento del comportamento antisismico dell’edificio);
  • l’eliminazione delle barriere architettoniche(e in particolare la sostituzione di finiture, il rifacimento di scale e ascensori, l’inserimento di rampe interne ed esterne agli edifici, piattaforme elevatrici, realizzazione ex novo di impianti igienico-sanitari, sostituzione di serramenti interni);
  • interventi edilizi tra cui demolizione e ricostruzione, ripristino di edifici eventualmente crollati e demoliti, modifica e prospetti dell’edificio, realizzazione di balconi e logge, servizi igienici, sostituzione di serramenti esterni/interni, installazione di nuova pavimentazione o sostituzione della preesistente, installazione di manufatti leggeri/prefabbricati ecc..;
  • realizzazione di piscine termali(come la realizzazione o la ristrutturazione delle vasche e dei percorsi vascolari, vasche per la terapia, attrezzature e vasche per i fanghi, per la riabilitazione, realizzazione di docce, bagni turchi, saune e relative attrezzature;
  • interventi di digitalizzazione, come l’acquisto di router, modem, impianti wifi, dispositivi per i pagamenti elettronici e di software, la creazione o l’acquisto di piattaforme informatiche per le funzioni di prenotazione, acquisto e vendita on line, CRM, ERP;
  • acquisto di mobili e componenti di arredo, compresa l’illuminotecnica;
  • spese per le prestazioni professionali peritali.

Che natura hanno gli incentivi concessi?

 Gli incentivi saranno riconosciuti sotto forma di contributo diretto alla spesa e di finanziamento agevolato.

L’entità varia dal territorio in cui è stanziata l’impresa e in base alla dimensione aziendale.

Per le imprese delle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, il contributo diretto alla spesa è riconosciuto con i seguenti massimali:

  • 30% per le micro imprese;
  • 23% per le piccole;
  • 18% per le medie;
  • 10% per le grandi imprese.

E’ inoltre previsto un aumento del 5% a favore delle micro e piccole imprese per gli interventi a supporto dell’innovazione digitale.

Ulteriori massimali sono previsti per le regioni rientranti nelle “zone c” di cui all’art. 107 §3 lettera c del TFUE, ma al momento non sono state ancora designate.

In queste zone le percentuali saranno rispettivamente del:

  • 25% per le micro imprese;
  • 20% per le piccole;
  • 15% per le medie;
  • 5% per le grandi imprese.
  • Per tutte le altre regioni (in sostanza il centro-nord), le soglie risulteranno essere:
  • del 15% per MPI;
  • del 5% per le medie imprese.

Come presento la domanda?

 Le domande dovranno essere presentate direttamente al Ministero. Sulle modalità e le tempistiche dobbiamo ancora aspettare maggiori delucidazioni.

Le domande verranno esaminate tramite una procedura valutativa effettuata in ordine cronologico di presentazione della domanda e fino ad esaurimento delle risorse stanziate per singolo anno.

Sarà possibile presentare un’unica domanda di accesso presentando la seguente documentazione:

  • una scheda tecnica, contenente principalmente dati anagrafici,
  • un piano progettuale,
  • una dichiarazione antimafia,
  • una dichiarazione sulla dimensione di impresa,
  • la delibera di finanziamento.

Settore creativo: tutte le agevolazioni di prossima uscita

 Lo scorso 2 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 19 novembre 2021 che si occupa della Disciplina del fondo per le piccole e medie imprese creative.

Sono diverse tipologie di agevolazioni pensate a favore del settore creativo che viene toccato direttamente ma anche indirettamente. Vediamo come!

Partiamo dalle basi: cosa si intende per settore creativo?

Il Decreto individua come settore creativo“il settore che comprende le attività diretto allo sviluppo, alla creazione, alla produzione, alla diffusione e alla conservazione dei beni e servizi che costituiscono espressioni culturali, artistiche o altre espressioni creative e, in particolare, quelle relative all’architettura, agli archivi, alle biblioteche, ai musei, all’artigianato artistico, all’audiovisivo, compresi il cinema, la televisione e i contenuti multimediali, al software, ai videogiochi, al patrimonio culturale materiale e immateriale, al design, ai festival, alla musica, alla letteratura, alle arti delle spettacolo, all’editoria, alla radio, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità”.

Per essere ancora più puntuali, il Decreto individua all’Allegato 1 tutte le attività che possono accedere al Fondo.

Chi gestirà il Fondo?

Le risorse,  pari a 20 milioni da spartire sul biennio 21-22, saranno gestite da Invitalia, che per il momento non si è pronunciata sul tema. Per questo motivo non si sa ancora molto su tempistiche attuative, procedure di domanda e tempistiche, se non qualche indirizzo generale fornito dal Decreto.

Agevolazione n. 1: Interventi per la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese creative.

Si rivolge a:

  • imprese creative di micro, piccola o media dimensione;
  • imprese non qualificabili come creative, che partecipino a progetti integrati;
  • persone fisiche che intendano costituire un’impresa creativa
  • che intendano presentare piani di investimento della durata di 24 mesi e con spese inferiori a 500 mila euro. E’ bene specificare che in caso di startup, i progetti dovranno riguardare l’avvio o lo sviluppo dell’impresa creativa; nel caso di mpmi creative, il progetto dovrà vertere sull’ampliamento o la diversificazione dell’offerta o l’introduzione di innovazioni e efficientamento del processo produttivo.
  • Possono rientrare le spese inerenti:
  • immobilizzazioni;
  • opere murarie (max 10%)
  • capitale circolante (max 5%).
  • Tali progetti potranno ricevere fino al% di fondo perduto e fino al% di finanziamento agevolato (a tasso zero e rimborsabile in dieci anni).

Agevolazione n. 2: investimenti nel capitale di rischio di start-up innovative e PMI innovative

 Le imprese creative di cui all’agevolazione 1, che si qualifichino come startup o PMI innovative, che ricevano investimenti nel relativo capitale di rischio, possono convertire una quota di finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

Le condizioni sono:

  • che l’investimento sia in equity ed effettuato tramite conferimento in denaro;
  • perfezionato entro 5 anni dalla concessione delle agevolazioni;
  • essere di almeno 20 mila euro;
  • non determinare una partecipazione di maggioranza;
  • essere detenuto per almeno 3 anni.

Se tutte le condizioni sono soddisfatte, è allora possibile convertire un massimo del 50% delle somme apportate dagli investitori in contributo, purchè tale somma non superi il 50% del finanziamento concesso.

Il contributo a fondo perduto riconosciuto dovrà essere posto a riserva indisponibile e utilizzata per i primi 5 anni a copertura di perdite o per aumenti di capitale.

Agevolazione n. 3: Voucher per l’acquisizione di servizi specialistici erogati da imprese creative

Questa misura è aperta a tutte le imprese, operanti in qualsiasi settore, che intendano acquistare un supporto specialistico nel settore creativo. Tali spese dovranno essere finalizzate all’introduzione in impresa di innovazioni di prodotto, servizio e processo e al supporto dei processi di ammodernamento degli assetti gestionali e di crescita organizzativa e commerciale.

I servizi specialistici dovranno:

  • essere erogati da mpmi creative;
  • essere contrattualizzati dopo la presentazione della domanda ed entro tre mesi dalla concessione delle agevolazioni;

avere ad oggetto uno dei seguenti ambiti:

  • sviluppo marketing e del brand
  • design e design industriale
  • incremento del valore identitario del company profile
  • innovazioni tecnologiche nelle aree della conservazione.

Verrà riconosciuto un contributo a fondo perduto a copertura dell’80% delle spese sostenute, fino ad un importo massimo di 10 mila euro.

Simest aggiusta il tiro: le spese sono cumulabili

 Con l’aggiornamento delle FAQ, Simest – con un po’ di ritardo – si conforma a quanto reso noto e specificato dal MEF lo scorso dicembre. Vediamo di cosa si tratta.

Il nuovo sportello

 Ricordiamo che la nuova Legge di Bilancio prevede un finanziamento continuato del Fondo 394 indicativamente fino al 2027. E’ pur vero che si tratta di plafond annuali e infatti per il momento sappiamo che lo sportello resterà aperto fino a maggio, salvo esaurimento delle risorse disponibili.

Quali sono le linee di finanziamento?

Rimangono attive 3 linee di finanziamento. Di seguito le caratteristiche principali.

FIERE

 

Beneficiari PMI con un bilancio depositato + fatturato per una quota almeno del 50% dedicata alla produzione in Italia con marchio estero o commercializzare una quota almeno pari al 50% di prodotti con marchio italiano anche se esteri
Importo finanziamento il minore tra 150 k e il 15% dei ricavi dell’ultimo bilancio
Esposizione massima 50% dei ricavi medi degli ultimi 2 bilanci
Entità fondo perduto 25% oppure 40% per le PMI al sudsime
Durata finanziamento 4 anni, di cui 1 di preammortamento
Spese ammissibili 70% tra spese per area espositiva, spese logistiche, promozionali e di consulenza. + 30% spese digitali connesse alla partecipazione alla fiera/evento.

Se la fiera/evento riguarda tematiche ecologiche e digitali il vincolo del 30% non si applica.

Le spese possono essere sostenute dalla data di ricezione del CUP e nei successivi 12 mesi

Tempi per risposte/integrazioni 10 gg di calendario

E-COMMERCE

 

Beneficiari PMI con DUE bilanci depositati + fatturato per una quota almeno del 50% dedicata alla produzione in Italia con marchio estero o commercializzare una quota almeno pari al 50% di prodotti con marchio italiano anche se esteri, 

per progetti di creazione nuova piattaforma propria tramite un terzo, miglioramento piattaforma già esistente, accesso ad uno spazio su una piattaforma di terzi

Importo finanziamento Piattaforma propria: il minore tra 300 k e il 15% dei ricavi degli ultimi due bilanci

Piattaforma di terzi: il minore tra 200 k e il 15% dei ricavi degli ultimi due bilanci

Importo minimo: 10k

Esposizione massima 50% dei ricavi medi degli ultimi 2 bilanci
Entità fondo perduto 25% oppure 40% per le PMI al sud
Durata finanziamento 3 anni, di cui 1 di preammortamento
Spese ammissibili Creazione e sviluppo di una Piattaforma propria oppure dell’utilizzo di un market place, Investimenti per la Piattaforma propria oppure per il market place, Spese promozionali e formazione relative al progetto
Tempi per risposte/integrazioni 10 gg di calendario

 

 

TRANSIZIONE DIGITALE / ECOLOGICA

 

Beneficiari PMI con DUE bilanci depositati + Fatturato Estero la cui media degli ultimi due esercizi sia almeno il 20% del fatturato aziendale totale, oppure pari ad almeno il 10% del fatturato aziendale dell’ultimo bilancio depositato

Realizzazione di:

·         investimenti digitali per una quota minima pari al 50%;

·         investimenti volti a promuovere la sostenibilità e la competitività sui mercati internazionali per il restante 50%

Importo finanziamento il minore tra 300 k e il 25% dei ricavi degli ultimi due bilanci
Esposizione massima 50% dei ricavi medi degli ultimi 2 bilanci
Entità fondo perduto 25% oppure 40% per le PMI al sud
Durata finanziamento 4 anni, di cui 2 di preammortamento
Spese ammissibili
Tempi per risposte/integrazioni 10gg di calendario

 

Cumulabilità delle spese

 Nella FAQ n. 8, Simest si conforma alla Circolare MEF n. 33 pubblicata lo scorso 31 dicembre 2021. Prima di tale data era stata pubblicata una prima linea interpretativa del principio del c.d. doppio finanziamento. Secondo questa interpretazione, le voci di spesa finanziate dal PNRR non potevano accedere ad alcuna forma aggiuntiva di sostegno, vietando di fatto qualunque cumulabilità.

Il MEF è ha invece spiegato la differenza alla base dei principi di doppio finanziamento piuttosto che di cumulo. All’interno della Circolare è disposto che:

“[…] il divieto di doppio finanziamento, previsto espressamente dalla normativa europea, prescrive che il medesimo costo di un intervento non possa essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche anche di diversa natura. Si tratta di un principio generale di sana gestione finanziaria applicabile al bilancio dell’Unione europea, ma valido quale regola generale anche per l’ordinamento interno.

Il concetto di cumulo, viceversa, si riferisce alla possibilità di stabilire una sinergia tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto/investimento.

[…] È pertanto prevista la possibilità di cumulare all’interno di un unico progetto fonti finanziarie differenti “…a condizione che tale sostegno non copra lo stesso costo” (divieto di doppio finanziamento)”.

Pertanto Simest ha dovuto rivedere il proprio concetto di cumulabilità disponendo che “per costi diversi o diverse quote parti del costo di uno stesso bene/progetto che non sono oggetto di sostegno da parte della misura PNRR SIMEST,” è possibile “cumulare il sostegno di diverse fonti finanziarie pubbliche, conformemente a quanto evidenziato nella Circolare” (33 del MEF).

Simest riporta anche un esempio pratico:

“[…]se la misura del PNRR SIMEST finanzia il 40% del valore di un bene/progetto (i.e. le spese ammissibili), la quota rimanente del 60% può essere finanziata attraverso altre fonti, purché si rispettino le disposizioni di cumulo di volta in volta applicabili e, complessivamente, non si superi il 100% del relativo costo.

A mero titolo di esempio, se ho acquistato un bene/macchinario del valore di €/mln 1 potrò coprire i € 300k con il finanziamento PNRR SIMEST e i restanti €/mln 700k (ossia la parte del costo non finanziata da SIMEST) con altre agevolazioni pubbliche, cumulando il sostegno da diverse fonti finanziarie nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato. Non potrò invece duplicare il sostegno finanziario da fonti di finanziamento pubblico sui € 300k finanziati con il finanziamento PNRR SIMEST”.